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Psicologia: Il Narcisista

Il Narcisista: Chi è?

In alcune occasioni, parlando con qualcuno, ci sorprendiamo a pensare che il nostro interlocutore ci infastidisce: esprime nel suo linguaggio, così come nel suo atteggiamento, un'arroganza inverosimile.

 

L'amore per la propria immagine, come nell'antico mito di Narciso che, innamoratosi della sua figura riflessa nell'acqua, annegò per averla voluta ammirare troppo da vicino.

Nel corso del tempo, a partire dalla psicoanalisi, fino ad arrivare alle teorie di ultima generazione, il termine “narcisista” ha assunto significati diversi, ma tutti concordano su una condizione: l'ammirazione smisurata verso di sé, perché si sentono unici e grandiosi.

 

Esistono diverse tipologie di narcisisti, alcuni appaiono arroganti e presuntuosi, considerano le persone vicine inferiori; altri invece si aspettano costantemente ammirazione e riconoscimenti; altri ancora criticano eccessivamente le persone per gonfiare il loro ego.

Quello che accomuna queste tipologie di persone è il controllo delle situazioni e delle relazioni: tutto deve essere come loro vogliono; il narcisista deve quindi occupare un posizione di supremazia.

 

 

La personalità del Narcisista

Queste persone danno un'importanza eccessiva a sé stessi a discapito degli altri. Spesso gonfiano in modo esagerato i loro talenti o le proprie capacità, manifestando così la loro presunzione. Possono aspettarsi erroneamente che gli altri apprezzino le loro doti, il loro valore e i loro sforzi e ci rimangono male quando non riscuotono le lodi che invece pensano di ricevere. In questi casi possono manifestare la loro rabbia per non essere stati riconosciuti come meritevoli. 

 

Si sentono individui unici per cui frequentano di solito specifiche persone a cui attribuiscono uno speciale talento o un'elevata classe sociale. La loro autostima è fortemente influenzata dalla tipologia di individui che frequentano. Credono inoltre che i loro bisogni, così come le loro necessità, siano speciali, arrivando a svalutare le caratteristiche delle persone che li deludono.

 

Ricercano costantemente attenzioni e ammirazione; si aspettano dagli altri elogi e complimenti. Considerato che si sentono speciali, presumono di avere particolari diritti e se questo non accade, si arrabbiano e appaiono confusi, stupiti e disturbati.

 

Mancano di empatia, ovvero sono incapaci di mettersi nei panni dell'altro, sfruttano così le occasioni per strumentalizzare le persone per i propri scopi. Si aspettano che venga loro data qualsiasi cosa vogliono o di cui si sentono di aver bisogno, senza considerare il significato che ciò può avere per gli altri.

 

Tendono a comunicare le loro preoccupazioni in modo prolisso e inappropriato e appaiono incapaci di riconoscere negli altri bisogni diversi dai propri. Quando i sentimenti delle persone vengono riconosciuti, di solito sono valutati in modo denigratorio per far emergere la loro vulnerabilità.

 

Invidiano i successi ottenuti dalle altre persone e si sentono maggiormente meritevoli di quei risultati di cui sono convinti di raggiungere. Manifestano un atteggiamento spocchioso, svalutando il riconoscimento per i buoni risultati degli altri.

 

Questi individui, tuttavia, hanno un'autostima molto bassa soprattutto di fronte alle critiche o alla frustrazione. In genere non manifestano il loro disagio, ma il biasimo può essere per loro una grande ferita che però non dimostrano e possono reagire con rabbia, sminuendo con una certa insolenza il loro interlocutore. 

Le Relazioni

Le relazioni sembrano funzionali ai loro obiettivi, per questo appaiono incapaci di ricevere amore incondizionato. Quando qualcuno esprime nei loro confronti empatia o ha intenzione di prendersi cura di loro, i narcisisti non si rendono conto del valore di quei gesti. 

 

Sono affamati di riconoscimenti, ma non riconoscono il loro estremo bisogno di affetto. L'ammirazione sostituisce l'amore, anche nelle relazioni più intime. Perciò nei loro rapporti si sentono spesso infelici, ma non riescono a comprendere la causa della loro insoddisfazione.

 

La scelta del partner è guidata proprio da questo vincolo: il/la compagno/a, come loro, appare emotivamente distaccato oppure scelgono persone che esprimono molto affetto, senza però dargli niente in cambio.

 

Durante i primi mesi della relazione, il narcisista tende ad idealizzare il/la compagno/a del momento; per loro infatti ottenere l'approvazione è indice di maggior valore. Di solito tendono a scegliere un partner che riceva la stima degli altri, che sia una persona attraente o che sia di ceto sociale elevato.

 

Il/la compagno/a deve considerarlo come una persona speciale, perché questo atteggiamento produce nel paziente un nutrimento per la propria autostima. Pretendono perciò che la relazione sia impostata in modo da soddisfare i loro bisogni e le loro continue richieste, esercitando anche un controllo sulla vita e sui comportamenti del coniuge.

 

Con il passare del tempo, iniziano a porre attenzione ai difetti dell'altro, correggendolo se sbaglia, fino ad arrivare a criticarlo pesantemente. Il narcisista, per evitare di sentirsi inadeguato accanto al partner, assume di conseguenza un atteggiamento di superiorità. Ciò gli procura un aumento dell'autostima e un maggiore controllo del/la compagno/a: “tu non vali niente senza di me e non troverai nessun altro”. Questa dinamica diventa sempre più insana, perché il narcisista tende ad assumere sempre più un atteggiamento sprezzante, fino ad arrivare a vere e proprie umiliazioni. Lentamente il/la compagno/a non ha più nessun valore e non può più rappresentare una fonte di approvazione e riconoscimento.

In alcuni casi, il partner si impegna per farlo contento ma senza nessun risultato, perché lui continuerà a disprezzarlo sempre più, in un gioco senza fine.

 

Le relazioni possono avere due risultati: la rottura del rapporto o la relazione si condisce di una certa freddezza e lontananza. In quest'ultimo caso, il narcisista si dedica ad attività solitarie che hanno la funzione di anestetizzare le emozioni negative: dipendenze, comportamenti compulsivi.

Quando invece è il partner che decide di chiudere la relazione, il narcisista può cadere in depressione.

In genere questi pazienti stimano soltanto quelle persone che entrano in un gioco di competizione e di scontro: di fronte ai loro attacchi si difendono e contrattaccano. Più il/la compagno/a lo provoca, più il narcisista lo stima e più importante è ricevere la sua approvazione.

 

Narcisismo, depressione e terapia

Il 50-75% degli individui che ricevono questa diagnosi è di sesso maschile. Entro certi limiti, alcune caratteristiche suddette possono essere considerate normali, ma quando la propria personalità interferisce negli ambienti sociali, allora è opportuno valutare la possibilità di un trattamento. Il narcistista però nega di avere un problema e spesso si rivolge a uno specialista per una sintomatologia depressiva. La depressione, secondo il narcisista, sembra essere causata da un fallimento o da una relazione finita. In genere eventi di questo tipo minano l'autostima della persona che a quel punto non è più in grado di mantenere un apparente equilibrio psichico.

Sono proprio le persone (parenti, amici, datore di lavoro) vicine al narcisista che lo obbligano a affrontare il problema con un terapeuta. Spesso iniziano la terapia senza motivazione e sono convinti di non essere la causa dei propri problemi, credono infatti che siano gli altri a dover cambiare il loro atteggiamento. In altre circostanze invece, il narcisista richiede l'aiuto di uno specialista perché sente “una sensazione di vuoto”, sono convinti che nella loro vita manchi qualcosa, pur incarnando il prototipo dell'uomo/donna di successo. E' sempre molto difficile trattare queste persone, soprattutto perché, quando la crisi momentanea passa in secondo piano, il narcisista abbandona la terapia.