Ansia e Psicologo: un malessere che si può curare

L'ansia è quella spiacevole sensazione di paura e di apprensione che tutti conoscono. Questa sensazione può comparire in molte psicopatologie e può costituire uno degli aspetti di altri disturbi. Poche persone riescono a trascorrere un'intera settimana, se non qualche giorno, senza provare in qualche misura quella particolare emozione definibile con il termine ansia. I brevi periodi di questo stato di agitazione che assalgono "le persone normali" non sono  paragonabili, per intensità o durata, a quelli vissuti da chi soffre di un disturbo d'ansia.  L'ansia non è altro che una reazione di paura di fronte a un evento che normalmente non viene considerato spaventoso. Il soggetto che la sperimenta non è in grado di spiegarsi questa sua reazione e lui stesso la ritiene eccessiva o indesiderata. Essa non è però affatto immotivata e senza senso ma è provocata da precise valutazioni che trasformano qualche evento in apparenza innocuo in una situazione estremamente pericolosa. La paura è un'emozione che è legata al presente, al qui e ora; nell'ansia invece i pericoli sono ipotetici e distanti e per l'ansioso non c'è limite alle ipotesi negative. Ciò può portare la persona a un continuo rimuginio che ha per oggetto tutto quanto di sgradevole può capitare, a partire da oggi fino alla fine dell'esistenza della persona. La persona viene travolta da terrore che è legato all'urgenza di fuggire  di fronte a eventi ritenuti catastrofici e incombenti. I sintomi sono almeno 4 tra i seguenti: palpitazioni, tremori, fiato corto, sudorazione, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazione di sbandamento, instabilità, svenimento, testa leggera, derealizzazione, depersonalizzazione, paura di impazzire o di perdere il controllo, , torpore o formicolio, brividi, vampate di calore, vertigini