La Psicoterapia Cognitivo-Costruttivista

A partire dall’infanzia per poi arrivare all'adolescenza, ogni individuo ha maturato una modalità di interpretare il mondo; ogni forma di comprensione del mondo è detta "schema".

Lo schema rappresenta la struttura mentale di ogni persona che utilizza per interpretare la realtà circostante: "ogni individuo indossa un paio di occhiali e vede il mondo  attraverso quelle lenti". 

Uno schema è una rappresentazione astratta degli aspetti di un evento. Essi si formano a partire dall'infanzia e permettono di dare un senso e un significato alle relazioni e all'ambiente. 

Se da bambino ero criticato e giudicato da un genitore, da adulto è probabile che in svariate situazioni mi possa sentire inadeguato e pieno di vergogna.

Se da piccolo ho vissuto esperienze di abbandono/instabilità, è probabile che da adulto viva le relazioni con ansia e con un senso di precarietà.

Ovviamente non tutti nel corso della vita svilupperanno certi schemi, perché la loro "costruzione" dipende da svariati fattori: la predisposizione biologica, l'ambiente familiare, altre esperienze con figure significative. 

 

La persona quindi costruisce un suo "insieme di schemi" che rappresenta quindi il prodotto del suo passato, ma è anche una delle infinite possibilità che ha saputo creare all'interno del contesto (familiare, culturale, sociale) nel quale ha vissuto. Tale costruzione è resa possibile perché ha permesso alla persona di adattarsi all'ambiente in cui ha vissuto. Ogni modalità non è di per sé giusta o sbagliata; la sofferenza che possiamo provare in alcuni momenti della vita, non ha a che fare con un modo sbagliato di comportarsi, di pensare o di vivere le proprie emozioni. E' il risultato delle esperienze del nostro passato ma successivamente quel tipo di "occhiali" non è più adattivo, non permette alla persona di stare bene.

 

 

L'approccio su cui si fonda l'intervento terapeutico parte da un corpus teorico cognitivo-costruttivista e dai più recenti sviluppi della Teoria dell'Attaccamento (Modello Dinamico-Maturativo). Tale paradigma è inoltre confermato e integrato dalle ultime ricerche nel campo dell'Infant Research, nonché dalla prospettiva Fenomenologica. 

Il costruttivismo sostiene che ogni essere umano non può conoscere la realtà circostante cosi come è, ma ogni conoscenza è soggettiva poiché ogni persona "interpreta" le proprie esperienze in funzione delle proprie peculiarità, in virtù di come si è costruita, in base alle proprie esperienze passate.

 

Ogni individuo così ha:

  1. una sua personale visione del mondo;
  2. una sua specifica modalità di costruire i significati;
  3. un suo modo di costruire la realtà;
  4. una sua modalità di dare un senso agli eventi;
  5. un suo modo di dare significato alle relazioni e alle proprie esperienze.

 

 

 

 I SINTOMI CHE GENERANO UN MALESSERE

 

In tale prospettiva lo scopo non è quello di lavorare sui sintomi, bensì di aiutare la persona a trovare modalità di relazione con il mondo che siano più vicine alla propria identità e struttura. L'approccio quindi è quello di fornire degli strumenti conoscitivi che permettano di lavorare sui contenuti emotivi che solo la persona conosce. 

Tali presupposti modificano così la posizione dello psicoterapeuta che non può pensare di avere delle verità assolute da diffondere ai suoi pazienti. 

  

SINTOMI E ORIENTAMENTO COSTRUTTIVISTA

 

Nell'ottica costruttivista l'individuo ha una sua realtà e lo scopo non è correggere la distorsione cognitiva ma comprendere il senso di questa sua particolare modalità di rapportarsi alla propria esperienza, il senso del suo disagio. Il sintomo quindi non è considerato un fattore da eliminare ma è un qualcosa che la persona ha costruito in virtù della sua esperienza. E' il modo migliore che il soggetto ha trovato per mantenere un equilibrio, seppur precario. L'obiettivo della terapia costruttivista è comprendere la funzione del suo malessere: a cosa serve! Processo che è fondamentalmente legato alla sfera del sentire piuttosto che a quella razionale. Lo scopo è di sentire "maturare" nuove modalità di stare nel mondo, più funzionali e meno dispendiose. E' quindi lo stesso soggetto della terapia che costruirà con il tempo nuove modalità e il terapeuta lo accompagnerà in questo percorso di conoscenza di sé. La terapia quindi "addestrerà" il paziente ha un'attenta auto-osservazione. Ciò che fondamentalmente contraddistingue il costruttivismo dal cognitivismo è che la terapia non si focalizzerà sul sintomo della persona ma sulla sua specifica modalità di interpretare gli eventi che la circondano. 

 

TECNICHE TERAPEUTICHE

 

Le tecniche terapeutiche su cui si fonda l'intervento psicologico si basano su metodi conversazionali (maieutico, ermeneutico, fenomenologico) che hanno lo scopo di aiutare la persona ad ampliare le strutture del sistema di conoscenza; sono inoltre utilizzate procedure esperenziali e immaginative finalizzate a una maggior presa di contatto delle proprie emozioni. La relazione terapeutica rappresenta un altro strumento deputato al cambiamento, poiché ogni mezzo terapeutico deve essere calato all'interno di una relazione intersoggettiva che porta con sé significati impliciti che passano tra paziente e professionista. Tali significati rappresentano quindi uno dei motori del cambiamento.

Tutto ciò che la persona ha vissuto e come lo ha vissuto porta a essere quello che è diventata oggi. Rispettare e comprendere che cosa l'individuo ha costruito, può promuovere un cambiamento terapeutico. Non esiste quindi un disagio, un problema o un sintomo che non porti con sé un senso; scoprire insieme quel significato permette quindi di comprendere quello che sta accadendo alla persona e di "sentire" modalità alternative di stare nel mondo. Sarà il terapeuta a intervenire attraverso degli strumenti e a guidare l'altro durante la costruzione dei significati. La persona porta con sé un bagaglio di significati su cui lavoreremo insieme e che solo lei potrà dire se certi contenuti rappresentano un proprio vissuto emotivo.

 

DISTURBI E COSTRUTTIVISMO

 

Alcuni specifici disturbi (attacchi di panico, depressione, ansia generalizzata) nell'arco di alcuni mesi generalmente scompaiono e spesso invece emergono i veri problemi (relazionali, coniugali) che all'inizio del percorso non erano neanche riconosciuti dalla persona. Il sintomo quindi può avere la funzione di evitare di entrare in contatto con le vere problematiche del paziente.

 

La terapia costruttivista permette di riattivare un movimento nella persona e restituire un senso alle esperienze personali, senza stabilire né i contenuti né la direzione che sarà scoperta insieme durante il prosieguo della relazione terapeutica.