La Psicoterapia Cognitivo-Costruttivista

L'approccio su cui si fonda l'intervento terapeutico parte da un corpus teorico cognitivo-costruttivista e dai più recenti sviluppi della Teoria dell'Attaccamento (Modello Dinamico-Maturativo). Tale paradigma è inoltre confermato e integrato dalle ultime ricerche nel campo dell'Infant Research, nonché dalla prospettiva Fenomenologica. 

Il costruttivismo sostiene che ogni essere umano non può conoscere la realtà circostante cosi come è, ma ogni conoscenza è soggettiva poiché ogni persona "interpreta" le proprie esperienze in funzione delle proprie peculiarità, in virtù di come si è costruita, in base alle proprie esperienze passate. Ogni individuo così ha una sua personale visione del mondo, possiede una sua specifica modalità di costruire i significati; ha un suo modo di costruire la realtà, di dare un senso agli eventi, alle relazioni, alle proprie esperienze.

 

LA PERSONA E IL SUO SIGNIFICATO DEL MONDO

 

La persona costruisce una sua modalità di relazione che rappresenta quindi il prodotto del suo passato, ma è anche una delle infinite possibilità che ha saputo creare all'interno del contesto (familiare, culturale, sociale) nel quale ha vissuto. Tale costruzione è resa possibile perché ciò ha avuto un senso, ha avuto una sua funzione, al fine di permettere a ogni essere umano un adattamento alla realtà circostante. Ogni modalità non è di per sé giusta o sbagliata; la sofferenza che possiamo provare in alcuni momenti della vita, non ha a che fare con un modo sbagliato di comportarsi, di pensare o di vivere le proprie emozioni. Non esiste il concetto di giusto o sbagliato a priori, non esiste qualcosa che si dovrebbe o non si dovrebbe, perché tutto dipende dai significati che la persona ha costruito nel tempo.   Ne consegue quindi che non possiamo porci il problema di quanto la visione del mondo di ciascuna persona sia vicina alla realtà oggettiva. Von Glasersfeld (filosofo, cibernetico) sostiene che ogni visione del mondo è buona (non vera) nella misura in cui permetta all'individuo di raggiungere i propri obiettivi. 

 

I SINTOMI CHE GENERANO UN MALESSERE

 

In tale prospettiva lo scopo non è quello di lavorare sui sintomi, bensì di aiutare la persona a trovare modalità di relazione con il mondo che siano più vicine alla propria identità e struttura. L'approccio quindi è quello di fornire degli strumenti conoscitivi che permettano di lavorare sui contenuti emotivi che solo la persona conosce. 

Tali presupposti modificano così la posizione dello psicoterapeuta che non può pensare di avere delle verità assolute da diffondere ai suoi pazienti. 

 

SINTOMI E ORIENTAMENTO COGNITIVO 

 

Il cognitivismo classico parte da un assunto di base diverso, ovvero la persona commette  delle errori cognitivi nell'interpretare la realtà. Perciò tale orientamento si pone con il paziente in un'ottica riparativa: il sintomo emerge da una modalità errata di interpretare la realtà. 

 

SINTOMI E ORIENTAMENTO COSTRUTTIVISTA

 

Nell'ottica costruttivista invece il paziente ha una sua realtà e lo scopo non è correggere la distorsione cognitiva ma comprendere il senso di questa sua particolare modalità di rapportarsi alla propria esperienza, il senso del suo disagio. Il sintomo quindi non è considerato un fattore da eliminare ma è un qualcosa che la persona ha costruito in virtù della sua esperienza. E' il modo migliore che il soggetto ha trovato per mantenere un equilibrio, seppur precario. L'obiettivo della terapia costruttivista è comprendere la funzione del suo malessere: a cosa serve! Processo che è fondamentalmente legato alla sfera del sentire piuttosto che a quella razionale. Lo scopo è di sentire "maturare" nuove modalità di stare nel mondo, più funzionali e meno dispendiose. E' quindi lo stesso soggetto della terapia che costruirà con il tempo nuove modalità e il terapeuta lo accompagnerà in questo percorso di conoscenza di sé. La terapia quindi "addestrerà" il paziente ha un'attenta auto-osservazione. Ciò che fondamentalmente contraddistingue il costruttivismo dal cognitivismo è che la terapia non si focalizzerà sul sintomo della persona ma sulla sua specifica modalità di interpretare gli eventi che la circondano. 

 

TECNICHE TERAPEUTICHE

 

Le tecniche terapeutiche su cui si fonda l'intervento psicologico si basano su metodi conversazionali (maieutico, ermeneutico, fenomenologico) che hanno lo scopo di aiutare la persona ad ampliare le strutture del sistema di conoscenza; sono inoltre utilizzate procedure esperenziali e immaginative finalizzate a una maggior presa di contatto delle proprie emozioni. La relazione terapeutica rappresenta un altro strumento deputato al cambiamento, poiché ogni mezzo terapeutico deve essere calato all'interno di una relazione intersoggettiva che porta con sé significati impliciti che passano tra paziente e professionista. Tali significati rappresentano quindi uno dei motori del cambiamento.

Tutto ciò che la persona ha vissuto e come lo ha vissuto porta a essere quello che è diventata oggi. Rispettare e comprendere che cosa l'individuo ha costruito, può promuovere un cambiamento terapeutico. Non esiste quindi un disagio, un problema o un sintomo che non porti con sé un senso; scoprire insieme quel significato permette quindi di comprendere quello che sta accadendo alla persona e di "sentire" modalità alternative di stare nel mondo. Sarà il terapeuta a intervenire attraverso degli strumenti e a guidare l'altro durante la costruzione dei significati. La persona porta con sé un bagaglio di significati su cui lavoreremo insieme e che solo lei potrà dire se certi contenuti rappresentano un proprio vissuto emotivo.

 

DISTURBI E COSTRUTTIVISMO

 

Alcuni specifici disturbi (attacchi di panico, depressione, ansia generalizzata) nell'arco di alcuni mesi  generalmente scompaiono e spesso invece emergono i veri problemi (relazionali, coniugali) che all'inizio del percorso non erano neanche riconosciuti dalla persona. Il sintomo quindi può avere la funzione di evitare di entrare in contatto con le vere problematiche del paziente. Nei disturbi alimentari, l'evitare di parlare dei sintomi, può essere funzionale al superamento del malessere, perché generalmente i soggetti affetti da tale disturbo non vogliono affrontare la loro sintomatologia.

La terapia costruttivista permette di riattivare un movimento nella persona e restituire un senso alle esperienze personali, senza stabilire né i contenuti né la direzione che sarà scoperta insieme durante il prosieguo della relazione terapeutica.