depressione anziano

La depressione nell'anziano

La depressione è la patologia più ricorrente negli anziani. Essa ha sintomi simili ai quadri depressivi che si riscontrano nei soggetti più giovani: 

 

  1. Presenza di una profonda tristezza
  2. Sentimento di vuoto.
  3. Bassa autostima.
  4. Senso di colpa.
  5. Pessimismo.
  6. alterazioni nel ciclo sonno-veglia.
  7. aumento o diminuzione dell'appetito.

Tuttavia esistono altre forme di depressione nell'anziano, i sintomi, oltre a quelli sopra esposti, sono tipicamente di tipo somatico quali  mancanza di energia, facile affaticabilità e qualche volta sindromi dolorose. L'anziano infatti tende a non esprimere il proprio disagio in termini psicologici, anzi può negare sentimenti di avvilimento e sconforto (depressione senza tristezza) e minimizzare i suoi problemi, nascondendo pessimismo e disperazione. Esistono altri segni depressivi in cui il paziente manifesta principalmente tensione ed irritabilità, ritiro sociale e un rifiuto a svolgere attività piacevoli che fino a poco tempo prima svolgeva con piacere e dedizione. 

La depressione si associa a sintomi ansiosi e/o forti preoccupazioni per la propria salute; nei casi più gravi, più spesso che nel giovane, la depressione si accompagna a sintomi psicotici che possono essere congrui o non congrui all'umore. 

Questo disturbo è particolarmente comune tra quelli anziani che hanno vissuto un trauma recente, come la perdita di un coniuge o di un amico intimo, l'insorgere di una malattia fisica grave.

Complessivamente il 20% degli anziani soffre di depressione durante il periodo della terza età (60-65 anni) e le donne soffrono in misura maggiore; la percentuale di anziani affetti da depressione è quasi identica a quella dei giovani. Alcuni studi hanno rilevato che la depressione predispone l'anziano a problemi medici gravi. Per esempio, le persone anziane ipertese e depresse hanno circa il triplo delle probabilità di essere colpite da ictus rispetto agli anziani non depressi, ma con gli stessi problemi di pressione. Inoltre, negli anziani depressi il recupero da infarto, rottura del bacino, polmonite e altre infezioni o malattie è più lento e più compromesso. Di conseguenza, l'aumento dei casi di depressione in questa fascia d'età aumenta la probabilità di mortalità. Tra le persone in età avanzata, il suicidio è molto più frequente.  

Molto frequentemente la depressione negli anziani viene scambiata per altre malattie come la demenza senile o il morbo di Alzheimer. L'anziano depresso manifesta infatti disturbi cognitivi come problemi di memoria, difficoltà a concentrarsi e rallentamento dei processi mentali. La ridotta efficienza dei processi cognitivi, nota come "PSEUDODEMENZA", è fra gli elementi cardine della sindrome depressiva nell'anziano. Le cure per il tono dell'umore promuovono anche un progressivo miglioramento delle capacità cognitive. Tuttavia, alcuni studi indicano che una fetta di tali pazienti svilupperà una demenza irreversibile circa 2 anni dopo l'esordio della depressione. 

Esistono anche altre forme depressive che però non hanno questi segni caratteristici. La distimia è una forma depressiva caratterizzata da una sintomatologia di lieve entità, ma pur sempre cronica. L'anziano che ha una condizione fisica già compromessa da altre patologie (tumori, diabete, ipertensione ecc.), può peggiorare ulteriormente a causa di un quadro clinico già compromesso; dunque, può essere consigliabile intervenire per ridurre al minimo gli effetti negativi di una depressione, seppur più leggera, ma pur sempre invalidante. 

Depressione nell'anziano: cause

L'invecchiamento causa nell'anziano profonde modificazioni biologiche, cognitive, affettive e relazionali. 

Questa fase della vita viene di solito considerata come un periodo caratterizzato da deficit di memoria, problemi motori e relazionali.

L'anziano gradualmente abbandona gli interessi, le attività e le relazioni e si relega in una posizione di passività e di fissità. Tale condizione genera sentimenti negativi di impotenza, depressione, vuoto e rabbia. Problemi fisici, malattie croniche, traumi psicologici possono aggravare questa condizione, generando un circolo vizioso sempre più invalidante e lacerante.

Alcune ricerche indicano che i vedovi soffrono maggiormente di depressione, altri disturbi psicologici e malattie fisiche rispetto alle vedove, possiamo quindi rintracciare come causa primaria della depressione nell'anziano perdite affettive significative. 

Inoltre, esistono altri fattori di rischio di tipo biologico e psicosociale che possono favorire l'insorgenza di una depressione. Nello specifico, sembra che le persone che hanno vissuto episodi depressivi durante l’arco della vita, abbiano maggiore probabilità di caderci nuovamente durante l'età senile.

Alcune alterazioni del Sistema Nervoso Centrale come lesioni vascolari di alcune aree cerebrali o patologie degenerative (morbo di Parkinson) predispongono a gravi forme di depressione. L'esordio o il peggioramento di una malattia fisica (tumori, infarto, frattura anca) può destare preoccupazioni per il futuro; così come la presenza di una disabilità, la perdita di autonomia e la dipendenza dagli altri con conseguenti cambiamenti nelle abitudini di vita possono ulteriormente contribuire alla comparsa di sintomi depressivi. 

Eventi di vita sfavorevoli come ad esempio lutti (perdita del coniuge) ed eventi che richiedono un cambiamento di ruolo (pensionamento) o situazioni di solitudine e isolamento.

Alcuni studi indicano che le persone che riportano di essere cresciute in famiglie rigide e non supportive, dove i loro bisogni non venivano accolti, tendano a mostrare più sintomi psicologici e fisici durante la vecchiaia. Nello specifico, anziani che riportano cattive cure durante l'infanzia presentano una bassa stima di sé e livelli maggiori di ansia, depressione e solitudine. Questo effetto aumenta di intensità dopo la perdita di una figura di attaccamento attuale, come un partner, un figlio, un amico intimo; ciò dimostra come il poter contare durante l’età senile su una figura di riferimento disponibile serva da fattore protettivo contro la depressione. 

 

La depressione nell'anziano: intervento e cura

E' importante aiutare le persone anziane a non cadere in questa situazione, incentivandole verso il mantenimento degli interessi passati e di trovarne altri che siano consoni al loro salute mentale e fisica. Non dobbiamo dimenticare che la persona anziana si trova costretta ad affrontare difficoltà di adeguarsi a contesti e alle esperienze di vita che la realtà gli ha imposto. Tali persone sono sottoposte a un continuo sforzo per mantenere un equilibrio esistenziale: eventi di vita passata, problemi di salute, cambiamenti familiari mettono a dura prova la loro esistenza. Durante la terza età, i ruoli precedentemente assunti in famiglia e nella società vengono via via abbandonati per acquisirne di nuovi. Per esempio, sviluppare cultura attraverso la lettura, aumentare la curiosità e gli interessi in modo durevole, costruire una rete amicale più ampia e coltivare uno scambio intergenerazionale affettivamente carico. E' stato infatti recentemente riscontrato che alcuni anziani, per evitare l'insorgere di sentimenti di inutilità e bassa autostima, si mettono a disposizione dei più giovani e trasmettono le loro conoscenze a coloro che cercano di acquisire nuove competenze. 

Una volta escluse eventuali patologie organiche, può essere utile un intervento psicoterapeutico. Tuttavia quest'ultima possibilità è difficilmente presa in considerazione in quanto la sofferenza, quindi anche la depressione nell'anziano, è vista come qualcosa di "normale e inevitabile".  Inoltre, il riconoscimento stesso di un malessere viene per lo più imputato a cause organiche. Di fronte alla sofferenza psichica, la persona anziana e la famiglia tendono quindi a non percepire la possibilità di recuperare all'interno di una relazione terapeutica oppure attraverso un canale che non sia strettamente organico e medico. Infatti, difficilmente la persona anziana chiede di sua spontanea volontà una psicoterapia, a meno che non ci sia qualcuno a lei vicina che la induca a chiedere un aiuto così specifico. 

Il lavoro della psicoterapia per pazienti anziani depressi permetterà di dare uno spazio di ascolto e supporto al fine di promuovere un nuovo adattamento della persona in un contesto di vita diverso rispetto a quello passato. Inoltre, può essere utile contribuire a dare risposte a domande che possono essere presenti in questa fase della vita: "Che valore ho nella vita, come posso gestire il futuro e il tempo presente, come creare nuovi rapporti sociali e di amicizia". Nella relazione terapeutica quindi emergono nuovi interrogativi e nuove soluzioni per uscire da uno stato depressivo che tuttavia indica una nuova direzione da prendere, nuovi obiettivi da raggiungere e nuovi ruoli da incarnare.